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Sui profili Instagram arrivano i pronomi gender

By Maggio 17, 2021 No Comments

Instagram si è finalmente attrezzata per permettere agli utenti di esprimere senza problemi né limitazioni la propria appartenenza gender o, come viene indicata in Italia, la propria identità di genere. Sei nato uomo ma ti senti donna o al contrario all’anagrafe ti hanno messo l’etichetta “F” ma fai di tutto per dimostrare di essere il contrario?

Oppure ti senti rappresentato da entrambi i generi binari, ma rifiuti l’ideologia di appartenere all’uno o all’altro? Insomma, chi vuol mettere in evidenza l’appartenenza a uno dei due sessi dal punto di vista culturale e non biologico, da questo momentolo può fare nel proprio account Instagram attraverso il nuovo pannello dei pronomi.

Il social della fotografia l’ha reso disponibile all’interno del pannello di modifica del profilo per gli account in alcuni paesi di lingua inglese, ma presto – promettono – sarà disponibile anche altrove. Per concezione non è molto diverso da quanto si può trovare in altri social network (come ad esempio è possibile fare su Facebook fin dal 2014) o sulle app delle piattaforme per gli incontri: in pratica è possibile aggiungere uno o più pronomi, fino ad un massimo di quattro, al fianco del proprio nome utente, che nel caso di Instagram saranno mostrati in grigio e potranno essere resi visibili soltanto a una ristretta cerchia di utenti selezionabile attraverso le impostazioni di questa nuova funzione.

Al momento su Instagram è possibile scegliere tra una serie di pronomi gender predefiniti (per ora ce ne sono 41) tra cui “lui”, “lei” e “loro”, ma se non si dovesse trovare quello che più fa al caso proprio è possibile usare il pannello di richiesta dei pronomi per richiederlo e la società promette di valutarne la futura implementazione. Per impostazione predefinita, se il profilo che ha aggiunto i pronomi ha meno di 18 anni, chi non lo segue non potrà leggerli, ma come detto è possibile regolare questa impostazione manualmente in base alle proprie preferenze.

Il pannello dei pronomi gender di Instagram permette così di risparmiare quella parte dei 150 caratteri disponibili nella biografia di Instagram che fino a questo momento veniva destinata proprio per chiarire la propria identità di genere, insieme al fatto che si può controllare anche in maniera migliore dal punto di vista della privacy. Chiaramente si possono aggiungere, rimuovere o modificare i pronomi in qualsiasi momento. «Stiamo offrendo alle persone più strumenti per esprimersi su Instagram» ha dichiarato un portavoce del social. «La condivisione dei pronomi è stata ampiamente adottata dalla nostra comunità e con questa funzione speriamo di normalizzarne ulteriormente l’adozione».

Si tratta di un’aggiunta che farà sicuramente felici tutte le persone LGBTQ+ (acronimo utilizzato per far riferimento alle persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e, più in generale, a tutte quelle persone che non si sentono pienamente rappresentate sotto l’etichetta di donna o uomo eterosessuale, mentre le famiglie LGBT+ o “arcobaleno”, sono quelle in cui almeno un genitore si identifica come tale, ndr) che potranno così mettere in chiaro quella che oggi viene definita con il termine “identità di genere”, ovvero il senso di appartenenza di una persona a un genere con il quale essa si identifica.

Come dicevamo Instagram non è la prima a introdurre una funzione di questo tipo ma, anzi, è anche in ritardo rispetto agli altri social network incluso LinkedIn, che l’ha aggiunto dopo che diversi reclutatori e persone in cerca di lavoro avevano notificato l’importanza di poter mettere in evidenza questa informazione che spesso viene presa in considerazione durante il processo di assunzione.

Ricordiamo che all’inizio di maggio Facebook ha annunciato che la fusione tra la chat di Instagram e Messenger è molto apprezzata dagli utenti ed è un successo. Tutti gli articoli di macitynet che parlano di FacebookWhatsApp e Instagramsono disponibili ai rispettivi collegamenti. Per tutti gli articoli di macitynet che parlano di iPhone e Android si parte dai rispettivi collegamenti.

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