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TikTok senza pubblicità? Sì, ma potresti dover pagare un abbonamento mensile.

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Lo spettro dei social a pagamento, alla fine, sembra che si stia concretizzando.

A quanto pare, TikTok ha confermato che sta testando un’offerta di abbonamento per gli account senza pubblicità.

Questa possibilità si inserisce in un contesto che vede tutte le app social riflettere sull’introduzione di varianti premium a pagamento.

– Meta lo fa soprattutto per le restrizioni UE.

Con l’entrata in vigore del Digital Services Act (DSA), gli utenti europei saranno presto in grado di dire “basta” alle condivisioni dei dati personali. Neanche a dirlo, questo sarebbe una tragedia per Facebook e Instagram, che vivono grazie alla profilazione.

(Alla news successiva, parliamo di altro fattore ancora).

– X, invece, lo propone per combattere i bot.

Che sia una scusa o meno, sta di fatto che Musk ha spesso parlato di un “X Premium, più costoso e senza pubblicità”.

Un abbonamento smaschererebbe definitivamente i profili fake (hai mai visto un bot pagare un mensile?), che, secondo il CEO di Tesla, infestano ancora la piattaforma.

– Anche TikTok sembra essere preoccupato per le restrizioni imposte in Europa, ed è per questo che sta correndo ai ripari.

Le norme del DSA cambiano sicuramente la situazione, ma, al di fuori del Vecchio Continente, potrebbe non valere la pena esplorare l’opzione a pagamento (almeno non ora).

Fonte: Digital Flow

In arrivo “Meta Verified for Business”. La spunta blu anche per le aziende!

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Meta Verified (aka, spunta blu a pagamento) è stata una novità che, all’epoca, aveva scosso tutta la concezione basilare dei social.

Oggi, la cosa si allarga ufficialmente anche ai brand che, con Meta Verified for Business, possono ottenere l’agognato badge pagando una somma mensile.

Il pacchetto per singoli creator o personal brand, fino ad ora, è di 11,99$ al mese se acquistato da web (la cifra diventa 14,99$ se l’acquisto avviene da mobile). Per le aziende, i valori aumentano: rispettivamente 21,99$ e 27,99$.

A questo si aggiunge anche un pacchetto combinato (web + mobile) a 34,99$ mensili.

Bene, ma per un esborso simile, quali sono i vantaggi delle aziende?

– Badge verificato.

– Protezione dati sensibili.

– Assistenza prioritaria.

– Maggiore esposizione.

Da notare, ormai, che la reale leva che motiva persone e aziende a pagare un abbonamento non è più quella (effimera) dell’account verificato.

Il valore reputazionale della spunta, infatti, si affievolisce mano a mano che su Instagram e Facebook dilagano i badge blu.

Gli utenti si stanno assuefacendo a questa piccola icona e possederla non è più davvero un segno distintivo.

Eppure, se molte piattaforme, come Meta e X, continuano a puntare su questo asset di guadagno, significa che il mercato è ricettivo.

Si sta andando verso i social a pagamento, come ha segnalato, qualche tempo fa, Elon Musk?

Fonte: Digital Flow

Meta Verified

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Meta Verified è un bundle di abbonamento che ti aiuterà a consolidare la tua presenza su Instagram e Facebook. Clicca qui sotto per abbonarti dall’app Instagram o Facebook (iOS/Android) o dalla versione web di Facebook (www.). Non ancora disponibile sulla versione web di Instagram.

Meta Verified si espanderà a livello globale nella maggior parte dei Paesi nei prossimi mesi. Puoi iscriverti alla lista d’attesa su Instagram o Facebook per ricevere una notifica quando sarà disponibile e avrai l’idoneità a parteciparvi.

Con Meta Verified ottieni la verifica con un documento di identità ufficiale, la protezione proattiva dell’account, l’accesso all’assistenza diretta per l’account e molto altro. Ottieni questi vantaggi esclusivi su Instagram o Facebook a 11,99 USD abbonandoti sul web o a 14,99 USD abbonandoti dall’app.

Verifica

Fai sapere alla community che sei davvero tu grazie a un badge di verifica che prevede l’uso di un documento di identità ufficiale e, se disponibile, un selfie per stabilire in modo sicuro l’autenticità del tuo account.

Funzioni esclusive

Ottieni adesivi esclusivi su Stories e Reels, ma anche, ove disponibile, 100 stelle al mese su Facebook che ti permetteranno di mostrare il tuo supporto ad altri creator.

Protezione proattiva dell’account

Tutelati dal furto di identità con il monitoraggio proattivo dell’account e proteggi quest’ultimo con l’autenticazione a due fattori.

Assistenza diretta per l’account

Ricevi assistenza da persone reali quando ne hai bisogno per problemi comuni dell’account.

Fonte presa da: https://about.meta.com/it/technologies/meta-verified/

Instagram mette ordine ai reel: arrivano le categorie e un nuovo sistema per personalizzare le clip popolari.

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Dopo l’introduzione della funzione “Usa modello”, che dall’anno scorso permette agli utenti di Instagram di “prendere spunto” dai reel più popolari, il social di Adam Mosseri torna sul tema.

Nel flusso di creazione dei reel, infatti, troveremo i reel categorizzati per tipologie (“Consigliati”, Tendenze”, “Salvati”) e quindi più facili da trovare in base alle nostre esigenze.

Ma non finisce qui…

Instagram sta anche cercando di migliorare il processo di modifica di quelle clip popolari sopracitate. Ecco come:

“Quando creerai da un modello, l’audio, il numero di clip, la durata delle clip e gli effetti AR verranno automaticamente aggiunti al tuo reel. Nelle prossime settimane, inizieremo anche ad aggiungere automaticamente testo e transizioni che sono stati utilizzati nel reel originale”.

Insomma, quello che succede da un anno a questa parte, ma in modo più centralizzato e comodo.

Fonte presa da: Digital Flow

Twitter cambia logo: l’uccellino verrà rimpiazzato da una “X”.

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L’uccellino, che rappresentava Twitter sin dalla sua fondazione, vola via e lascia spazio ad un’anonima “X”.

Questa decisione segue il gusto del proprietario Elon Musk, che ha confermato di avere una netta predilezione per la lettera X, già simbolo distintivo della sua società aerospaziale (SpaceX) e componente del nome commerciale di Twitter (X Corp).

Un segno evidente delle velleità di cambiamento di Musk, il quale annuncia pure che:

“Presto diremo addio al marchio Twitter e, gradualmente, a tutti gli uccelli”.

Lo vuole chiudere? No, la vuole allargare:

nella sua mente, infatti, c’è una super app, stile WeChat.

Fonte presa da: Digital Flow

Thread by Instagram

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Il lancio di Thread by Instagram si può per ora riassumere in 4 punti:

– 30 milioni di download in 16 ore
– l’apertura di profili da parte di alcuni degli utenti più seguiti su Twitter
– un’atmosfera di festa caratterizzata da un’ondata di messaggi di benvenuto
– un flusso di utenti tale da rendere la piattaforma instabile

E siamo solo all’inizio…

Come evolverà nel tempo la situazione e cosa succederà in Europa quando il download sarà disponibile anche in Europa?

Fonte presa da: https://www.nytimes.com/2023/07/06/technology/threads-downloads-twitter.html

Su Instagram, è ora possibile fare post e reel con 3 collaboratori (il limite precedente era di 2).

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Instagram ha lanciato i post collaborativi nel 2021, funzione che permetteva a due utenti di postare un contenuto condiviso.

Due anni dopo, il funzionamento rimane lo stesso, ma con un collaboratore in più: il limite viene spostato da 2 a 3.

L’obiettivo di Instagram è quello di potenziare la rete di comunità all’interno dell’app, col fine di renderla più interessante ed appetibile per i creator.

Fonte presa da: Digital Flow

Whatsapp connette brand e pubblico: in arrivo nuovi strumenti per fare promozioni anche su altre app (Instagram e Facebook).

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Meta sta introducendo nuovi strumenti pubblicitari su WhatsApp per aiutare le aziende a sfruttare il trend del momento: la messaggistica privata.

Due le novità per le aziende:

– potranno lanciare promozioni a pagamento su Facebook e Instagram direttamente da WhatsApp, senza però aver bisogno di un account Facebook. La campagna, infatti, reindirizzerà, con una CTA, proprio verso l’app di messaggistica;

– avranno la possibilità di inviare messaggi personalizzati ai clienti, come promemoria degli appuntamenti o aggiornamenti sugli sconti, in modo più rapido ed efficiente. L’obiettivo è quello di fornire agli utenti una comunicazione più diretta e pertinente, basata sul loro storico di interazioni.

Fonte presa da: Digital Flow

Anche su Telegram arrivano le storie. A differenza delle app Meta, potremo decidere di lasciarle attive per 6, 12, 24 o 48 ore.

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L’allineamento sul tema dei contenuti temporanei, alla fine, ha coinvolto anche Telegram.

L’app competitor di Whatsapp, infatti, ha comunicato che introdurrà le storie, entro luglio, in tutto il Mondo.

Non era una funzione centrale nelle strategie del brand, ma Telegram ha comunque scelto di inserirla:

“Inizialmente eravamo contrari a questa idea poiché le storie sono già ovunque. Tuttavia, Telegram non sarebbe Telegram se non ascoltasse i suoi utenti e non innovasse sui formati esistenti”, queste le parole del CEO Pavel Durov.

Però, per mostrarsi sempre originale, Telegram ha introdotto una novità rispetto alle altre app: la durata delle storie.

Ognuno di noi, infatti, potrà scegliere di lasciarle attive per 6, 12, 24 o 48 ore.

Inoltre, in ottica privacy, tutti gli utenti potranno scegliere a quali contatti mostrare i contenuti:

– tutti;

– solo alcuni;

– amici stretti.

Fonte presa da: Digital Flow

Instagram come TikTok: potremo presto scaricare i reel e ricondividerli su altre app.

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Non una novità assoluta, dato che, sull’app cinese, è una consuetudine sedimentata già da parecchi anni, ma si tratta comunque di una novità notevole:

Instagram fa eco a TikTok, introducendo il download dei reel (per il momento, solo negli USA).

In questo modo, i creator potranno ricondividere i loro contenuti (e quelli di terzi) anche su altre piattaforme.

Ma perché Instagram ha deciso di fare questo passo?

Per lo stesso motivo di TikTok: fare concorrenza.

Quando un reel va in download, infatti, sul contenuto vengono allegati il nome del creatore e, soprattutto, il watermark di Instagram.

Queste filigrane rimangono, ovviamente, anche quando il reel viene ricondiviso (ad esempio, su TikTok) e contribuiscono a pubblicizzare Instagram proprio in casa dei suoi competitor.

C’è solo da capire se, a questo punto, si scatenerà la “Guerra dei watermark”, con le varie app social che escluderanno dalla condivisione i contenuti dei competitor contrassegnati (Instagram lo fa già da tempo con i video di TikTok. La coerenza…).

Fonte presa da: Digital Flow

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